LIBERAMENTE IMPARO

Usare i 4 caratteri o no?

Nella didattica tradizionale si usava insegnare i quattro caratteri di scrittura in prima, già dai primi momenti dell’apprendimento.

Ma questa scelta è ancora giustificata scientificamente? Quali informazioni in merito arrivano dalle Neuroscienze cognitive?

Rispondo subito dicendo che la scelta di insegnare i 4 caratteri contemporaneamente e all’inizio dell’apprendimento è una scelta metodologica e didattica che viene confutata dalle informazioni su come funziona il cervello quando si impara a scrivere.

Le basi scientifiche su cui si posa la necessità di scegliere di presentare un solo allografo ( lo stampato maiuscolo), all’inizio dell’esperienza di apprendimento della letto scrittura, si fonda su studi che hanno dimostrato l’importanza di una decodifica fonologica dei grafemi, come una delle componenti più importanti della capacità di letto-scrittura.

 Un danno nella capacità di decodifica dei grafemi limita lo sviluppo delle capacità future del lettore, di interpretare i segni grafici mediante l’abilità di far corrispondere i grafemi al suono fonemico corretto (Jorm and Share, 1983).

 Ricerche neuroscientifiche sui processi visivi di lettura hanno dimostrato che il cervello rompe i segni delle lettere in forme più semplici, dette prototipali che corrispondono a piccole barre orientate (/ | \) . Questi segni sono poi assemblati per creare le “protolette” e poi le lettere (Quiao et al., 2010). Quindi le l’allografo che viene percepito e decodificato molto velocemente e in modo automatico dal cervello è lo stampato maiuscolo.

Lo spazio grafico tra le lettere in stampato maiuscolo è congruente con le fasi dell’acquisizione della consapevolezza fonologica e veicola un apprendimento stabile e competente sia in lettura che in scrittura. Le lettere in stampato maiuscolo sono, poi, tutte facilmente distinguibili e non creano le ambiguità di decodifica degli allografi in stampato minuscolo. (Ziggler and Goswami, 2005).

Apprendere a tracciare i gesti grafici dello stampato maiuscolo è semplice e se il gesto grafico è bene curato, non è difficile per i bambini tracciarlo in modo competente e con una grafia controllata.

 Una volta che si è appreso con stabilità, competenze e senza errori a decodificare i grafemi in stampato maiuscolo, sarà semplice passare alle sillabe e alle parole. Una volta raggiunto questo obiettivo, non è difficile per i bambini imparare a leggere ( non a scrivere) lo stampato minuscolo perché nel cervello ci sono dei neuroni, chiamati detectors (Dehaene, 2009), che riconoscono la forma delle lettere in modo invariante e imparano a far corrispondere grafie diverse alle lettere e, dunque, alle parole. Per questo motivo, una volta che siamo lettori competenti, possiamo leggere qualunque veste grafica creativa, mai vista prima. Così i bambini, dopo aver imparato a leggere in modo competente e corretto la loro lingua, possono imparare a leggere qualunque veste grafica. Basterà proporre la conoscenza delle lettere partendo dalle lettere più somiglianti nei due allografi (P p -C c…) per, poi,  passare a quelle con veste grafica simile (F f ) e, infine, fare notare le lettere differenti.

Non occorre scrivere lo stampato minuscolo, perché lo usiamo solo in lettura e pensare che questo serva a facilitare la scrittura del corsivo è un errore, perché la decodifica del corsivo avviene utilizzando aree diverse, addirittura emisferi diversi.

Molte altre prove scientifiche sottolineano la necessità di utilizzare esclusivamente lo stampato maiuscolo, all’inizio del processo di apprendimento della lettura, in quanto più visivamente ritenuto naturale dal cervello e meno ambiguo.

Se siete interessati ad approfondire le ricerche scientifiche vi indico la lettura del mio saggio “Il processo di lettura tra cognizione ed educazione” dove potrete trovare tutte le fonti scientifiche che dimostrano inoppugnabilmente che, utilizzare lo stampato maiuscolo come unico allografo all’inizio dell’apprendimento, facilita l’acquisizione della capacità di decodifica in lettura e in scrittura ed è, quindi, una scelta facilitante, brain friendly e inclusiva.

Il Metodo di letto scrittura e calcolo “Liberamente imparo” ha fatto sua questa scelta e aiuta i docenti che lo scelgono, a insegnare gradualmente la letto scrittura e a graduare i passaggi perché sia un apprendimento facile, stabile e per tutti.

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