LIBERAMENTE IMPARO

Lucia Maria Collerone

06 Gennaio 2020

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La scuola del temperamatite con la scatola

I bambini a scuola si muovono poco, solo durante le attività di educazione motoria e per qualche tempo durante la pausa ricreativa. Questi movimenti però non sono finalizzati all’apprendimento, ma alla “ricreazione” a “scaricarsi”. Non possono più neanche alzarsi per andare a temperare la matita, visto che le maestre per “ottimizzare” i tempi chiedono il temperamatite con la scatola. Il movimento viene visto come un’zione disturbante e si pensa che più stanno seduti e fermi e più impareranno.

Le ricerche scientifiche invece indicano proprio la direzione opposta.

L’ultimo studio che ho letto è del dicembre 2019 pubblicato dalla rivista Neurobiology of Learning and Memory della Elsevier che riporta uno studio di ricercatori delle Università del Kent, della University College of London e dell’Università di Teheran di cui vi riporto i risultati e che dimostrano senza ombra di dubbio che un corpo fermo non attiva la memoria e non la mantiene e che ci sono delle sequenze specifiche che sono più veicolanti la stabilizzazione della memoria.

Sono stati eseguiti tre esperimenti ognuno dei quali misura quanto l’esercizio fisico e la pausa di riposo possano influenzare le prestazioni della memoria a lungo termine. Nell’esperimento numero 1, sono stati studiati gli effetti dell’intensità moderata continua di esercizio alternato al riposo passivo (nessun coinvolgimento cognitivo) e al riposo attivo (impegno cognitivo).  Nell’esperimento numero 2, l’esercizio fisico continuo di intensità moderata è stato confrontato con un tipo di intensità elevata di allenamento a intervalli (HIIT) e riposo passivo. L’esperimento numero 3 ha osservato gli effetti dell’esercizio continuo a bassa moderata e ad alta intensità.  Attraverso i tre esperimenti l’esercizio di intensità moderata ha avuto il maggiore impatto positivo sulle prestazioni della memoria. Sebbene non significativo, l’allenamento a intervalli (HIIT) era più efficace del riposo passivo e il riposo passivo era più efficace del riposo attivo. I risultati dell’esperimento suggeriscono che non è sufficiente un impegno motorio moderato per ottenere miglioramenti osservabili della memoria a lungo termine. Lo studio ribadisce ancora l’importanza dell’impegno cognitivo durante le fasi di riposo che hanno lo scopo di favorire il consolidamento per la formazione di memoria a lungo termine.

Ancora una volta le ricerche sostengono le prerogative del Metodo “Liberamente imparo”  ( http://amzn.to/2PYZQuO )che si basa su attività motorie di moderata intensità da inframmezzare alle attività cognitive nelle fasi di riposo. Inoltre, per il Metodo alcune attività motorie hanno esse stesse valenza cognitiva, tesa a stimolare la creazione dei network cerebrali necessari alla letto-scrittura in modo da innescare e stabilizzare gli apprendimenti.

Referenze

Pyke, W., Ifram, F., Coventry, L., Sung, Y., Champion, I., & Javadi, A. H. (2020). The effects of different protocols of physical exercise and rest on long-term memory. Neurobiology of Learning and Memory167, 107128.

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