LIBERAMENTE IMPARO

Lucia Maria Collerone

14 Gennaio 2018

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Un nuovo libro sull’uso di strumenti mobile per l’educazione secondaria superiore

Helen Crompton, John Traxler,(2018) Mobile Learning and Higher Education: Challenges in Context. Routledge.

Il libro fornisce studi di casi sull’apprendimento tramite strumenti digitali nell’ambiente dell’educazione superiore. Il testo si interessa di fornire informazioni su come l’apprendimento con gli strumenti digitali possa trasformare l’apprendimento, sia a livello di scuola secondaria inferiore che superiore. In un contesto in cui vi è un’ampia diffusione delle tecnologie digitali tra la popolazione adulta e una sostituzione del metodo di apprendimento frontale per un approccio d’insegnamento più centrato sull’alunno che apprende in modo attivo, gli strumenti digitali sono sempre maggiormente usati nelle classi di scuola secondaria per offrire nuovi approcci efficaci di insegnamento/apprendimento.

In questa opera si trova il resoconto delle ricerche in vari paesi su tali tematiche e anche una spinta per la costruzione di migliori pratiche d’insegnamento negli istituti d’istruzione superiore, ottimo spunto di sapere per chi intende aprirsi a queste nuove prospettive didattiche ed educative.

 Gli autori del testo innanzitutto chiariscono l’uso del termine “mobile learning” intendendo con questo “l’apprendimento mediante approcci multipli, attraverso interazioni sociali e di contenuto, usando strumenti elettronici personali”.

Secondo Traxler (2013) “le tecnologie mobile sono il contesto globale e l’educazione deve riflettere tale contesto” e tale cambiamento deve essere inserito nel contesto della nuova prospettiva della didattica attiva, quella che viene definita in inglese con il termine “heutogogy”, cioè approccio di apprendimento incentrato sullo studente.

Dal capitolo 1 al 7 del testo si presenta come l’apprendimento sia trasformato dall’uso dei mobile devices e come questa abilità sia replicabile nella vita reale e quanto essa sia utile per il prosieguo degli studi anche a livello universitario. Viene anche studiato l’approccio tipico del modello della “Flipped classroom” della sua valenza di apprendimento collaborativo che ha risultati di crescita sia in relazione alle abilità e conoscenze attese, che nei riguardi delle abilità relazionali ed emotive. Vengono presentati anche studi che riguardano l’uso della realtà aumentata e virtuale nella pratica didattica, sia con un taglio teorico sull’apprendimento immersivo, il connettivismo, l’interazione sociale, la teoria dello sviluppo sociale, ma anche una  più ampia prospettiva di applicazione nella pratica didattica di tali tecnologie. Vengono proposti anche studi sulla possibilità di integrare questi strumenti in un ecosistema di apprendimento più ampio e maggiormente centrato su come e cosa lo studente voglia apprendere usando gli strumenti digitali in contrapposizione a come i docenti vorrebbero apprendessero e di come la visione dell’educatore su quanto sia utile l’uso nell’apprendimento di tali strumenti possa determinante la loro integrazione nella didattica quotidiana.

Nei capitoli 10, 11, 12 viene dato uno sguardo sul “mobile learning” in diverse aree geografiche e culturali come nel Sud Africa, gli Emirati Arabi e nel Sud Korea i cui programmi educativi sono maggiormente sbilanciati verso lo studio dell’uso pedagogico degli strumenti e tecnologie digitali che sulle conoscenze tecnologiche che sono un bagaglio di conoscenze che sono acquisibili anche nel contesto esterno alla scuola.

Il capitolo 13 invece, si interessa di mostrare come il mobile learning possa anche essere usato come strumento per l’apprendistato. I capitoli 14 e 15 presentano una review della letteratura recente sul “mobile learning” per avere uno sguardo d’insieme sugli studi recenti  di educazione sociale e sulla efficacia delle classi in cui si usa il “mobile learning”.

 Riferimenti bibliografici:

Traxler, J. (2013). Mobile learning: Shaping the frontiers of learning technologies in global context. In Reshaping learning (pp. 237-251). Springer