LIBERAMENTE IMPARO

Educazione Neuroscientifica: indicazioni didattiche per migliorare le performance nelle attività di ascolto e apprendimento orale

Lo scopo della mia ricerca è recuperare, nel marasma delle informazioni che provengono dalle ricerche scientifiche, quelle che provengono dal percorso Educazione Neuroscientifica che consentono di trasformare le informazioni delle scienze dure sul funzionamento cerebrale, in scelte di didattica.

L’articolo scientifico che ho letto (nelle References) consegna delle informazioni utili su come migliorare le capacità attentive degli alunni durante le attività di apprendimento in classe, riducendo il rumore di fondo. I ricercatori hanno collaborato con i docenti e hanno testato un sistema per ridurre il rumore in classe e poi, hanno verificato se questo ha contribuito o meno a migliorare l’attenzione e, quindi, le performance di apprendimento richieste.

L’articolo spiega come non sia facile passare dal laboratorio scientifico alla classe, ma come questo sia possibile se si collabora e se si condivide anche l’uso del vocabolario. Infatti, per i docenti il termine “attenzione” indica la capacità di stare focalizzati sul compito o sul docente per un periodo prolungato, ma in ambito delle scienze psicologiche questo tipo di attenzione viene definito con il termine “attenzione sostenuta”. Il concetto di attenzione ha altri significati. La teoria dei network attenzionali, ad esempio, distingue 3 network cerebrali dell’attenzione: prestare attenzione (alerting), a cosa prestare attenzione ( orienting) e il controllo esecutivo come selezionare e e organizzare le informazioni per ottenere risultati a lungo termine.

Alla base di questa collaborazione tra ricercatori inglesi e insegnanti di scuola primaria francese c’è la necessità di fare una ricerca per verificare se ridurre il rumore in classe possa facilitare le capacità attentive e questa richiesta che proveniva proprio dai docenti.

Gli scopi erano comprendere come il rumore della classe possa essere ridotto e se a tale riduzione si associ in un miglioramento dell’attenzione e /o una riduzione della sensazione di interferenza e fastidio derivata dal rumore.

La scelta metodologica sperimentale è stata quella di inserire pannelli visivi che mostrassero il livello di rumore e l’introduzione di pratiche di mindfulness ” consapevolezza” che migliorano il controllo dell’attenzione e del comportamento, creando una reale consapevolezza del rumore in classe e l’adozione di comportamenti che lo riducano. Le pratiche di mindfulness includono elementi di yoga che comprendono esercizi di postura, di respirazione, rilassamento e meditazione, che in letteratura scientifica è stato dimostrato essere funzionali sia al miglioramento dell’attenzione che del comportamento.

Accanto all’uso del pannello visivo in classe e in altri luoghi comuni della scuola, sono stati fatti dei workshop per alunni e docenti di mindfulness e delle sessioni di yoga, condotte da esperti e nel lungo termine, ogni docente attivava sessioni di 10-15 minuti giornalieri con la stessa tipologia di training. Infatti, l’uso esclusivo di pannelli visivi che indicassero il grado di rumore non erano sufficienti a ridurre il rumore.

I risultati hanno dimostrato come, in un contesto di class,e in cui il rumore è sotto controllo grazie all’uso dei pannelli visivi e grazie alle pratiche di consapevolezza, la capacità attentiva migliora e i risultati in termini di apprendimento sono evidenti.

Alla fine dell’articolo ci sono interessanti raccomandazioni, sia per i ricercatori che per i docenti. Ai primi perché cerchino la collaborazione fattiva e lo scambio con i docenti per dare risposte pratiche ai bisogni di insegnamento-apprendimento e ai secondi perché accettino di mettersi in gioco e di collaborare con i ricercatori in modo fattivo.

 Il Metodo “Liberamente imparo” nasce da una ricerca-azione, da una fattiva collaborazione, durata 2 anni, tra ricercatori che si interessano di Neurobiologia del linguaggio e di neurolinguistica e i docenti di scuola primaria. La sperimentazione messa in atto aveva lo scopo di verificare se le scelte metodologico-didattiche proposte, per l’insegnamento della letto- scrittura, fossero compatibili con la classe, funzionali e facilitanti gli apprendimenti e se i risultati in termini di apprendimento, fossero congruenti con quelli previsti a livello ministeriale.

In questo il Metodo è innovativo e unico nel suo genere perché nasce e si sviluppa dalla stretta collaborazione tra ricercatori e docenti implementatori. Il Metodo inoltre, è aperto e duttile, perché si adatta alle nuove informazioni scientifiche provenienti dalle scienze della cognizione e subisce il lavoro di “aggiustamento” didattico realizzato dai docenti che lo hanno adottato negli anni ( il Metodo è stato sperimentato in ricerca azione dal 2010 al 2012 ed è il risultato di un progetto di ricerca dottorale in Scienze cognitive).

Se vuoi maggiori informazioni sul Metodo e materiali gratuiti per approfondire la sua conoscenza iscriviti alla mailing list a questo link.

https://mailchi.mp/7e16601aae15/metodo-liberamente-imparo

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Riferimenti bibliografici

Massonnié, J., Frasseto, P., Mareschal, D., & Kirkham, N. Z. (2020). Scientific Collaboration with Educators: Practical Insights from an in‐Class Noise‐Reduction Intervention. Mind, Brain, and Education.

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