LIBERAMENTE IMPARO

Educazione Neuroscientifica: dal laboratorio alla classe.

Come fa una brava ricercatrice (anche se freelance e senza il supporto di alcuna accademia) a onorare il suo ruolo di persona che “… si dedica per professione alla ricerca in campo scientifico, tecnico, letterario” (definizione tratta da il Nuovo De Mauro)?

La risposta è semplice: ricerca… e cosa ricerca? Articoli scientifici, libri, conferenze, seminari, MOOC, video …qualunque fonte di informazione accreditata che le dia contenuti nuovi sull’argomento fulcro della sua attenzione.

Il fulcro della mia attenzione è il filone di ricerca denominato “Educazione Neuroscientifica”, che nel mondo della ricerca internazionale prende anche il nome di “Mind, brain and education” che cerca di creare un collegamento tra le scienze dure del cervello che studiano i neuroni e il loro funzionamento e le scienze dell’educazione per dare indicazioni d’azione nella scelta di metodologie da attuare in classe. Il percorso di ricerca studia anche gli effetti nel cervello dell’intervento didattico e delle eventuali scelte metodologiche.

Quando ho iniziato questo percorso (12 anni fa, quando ancora questi studi erano agli albori) il mio scopo era trovare informazioni scientifiche sul funzionamento cerebrale quando si apprende la letto scrittura per poi creare un metodo che aiutasse le docenti a insegnare la letto scrittura e il calcolo ottenendo risultati eccellenti nonostante eventuali DSA, Disturbi aspecifici ( ADHD, deficit mentali lievi e medi, trisomia), bilinguismo. Ciò doveva essere reso possibile proprio perché il metodo era fondato sul reale funzionamento cerebrale e che perciò avesse le caratteristiche d’inclusività e di supporto alle eccellenze.

Moltissime ricerche dal 2004 supportano l’idea della necessità di collegare apprendimento e insegnamento allo studio delle scienze dure del cervello (neuroscienze, neuroscienze cognitive, neurolinguistica, scienze computazionali, neurospicologia) e io le colleziono per rafforzare le mie convinzioni e impostazioni di ricerca, ma anche per vincere le resistenze dei più refrattari.

Ecco un recente articolo (del 2019) che indaga quale tipo di fMRI ( risonanza magnetica funzionale) è più utile per gli scopi relativi all’educazione. Tra le principali difficoltà elencate nello studio che si dovranno affrontare e risolvere vi sono quelle legate al fatto che bisogna lavorare con bambini con i quali è più difficile fare l’esame e che sono più difficili da reclutare, che bisogna studiare un’ampia gamma di abilità di apprendimento e di difficoltà e disabilità di apprendimento, che si deve studiare il cervello in condizioni naturali ed ecologiche, fare attività di re-test per verificare i cambiamenti ottenuti a livello cerebrale.

L’importanza di questo studio sta nel fatto che adesso si ritiene necessario adattare gli strumenti scientifici di ricerca alle richieste che provengono dal mondo dell’educazione, che non si cerca più di capire, come avveniva 10 anni fa, come si potevano trovare collegamenti tra neuroscienze e le scienze dell’educazione, ma ora, assodata questa necessità, si cerca di adeguare gli strumenti perché siano funzionali ai bisogni e agli scopi  della ricerca multidisciplinare dell’ Educazione neuroscientifica.

Questo è un enorme passo avanti per la ricerca in Educazione Neuroscientifica perché originerà protocolli d’azione che garantiranno che le scelte che dovranno essere pedagogicamente valutate abbiano il sostegno di prove provenienti dalle tecniche di neuroimaging di alta qualità e specificatamente pensati agli scopi che si prefissa tale ricerca.

 Il Metodo “Liberamente imparo” è il prodotto di una tale ricerca e la metodologia di tale percorso scientifico, utilizzato per crearlo, può essere replicata per ottenere altri metodi, per esempio, per l’insegnamento della lingua straniera e, avere strumenti più precisi per la raccolta di dati attendibili, non potrà che migliorane i prodotti.

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https://mailchi.mp/7e16601aae15/metodo-liberamente-imparo

Riferimenti bibliografici

Han, H., Soylu, F., & Anchan, D. M. (2019). Connecting levels of analysis in educational neuroscience: a review of multi-level structure of educational neuroscience with concrete examples. Trends in neuroscience and education, 100113.

Photo by Alina Grubnyak on Unsplash

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