LIBERAMENTE IMPARO

Lucia Maria Collerone

12 Dicembre 2019

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Come rendere efficace il feedback sulle attività svolte

Correggere le attività svolte dai discenti e l’ attività di feedback in ngenerale è una delle attività d’insegnamento che corona il lavoro svolto, ma quanto sono efficaci le scelte che operiamo nel fornire i feedback ai nostri alunni?

Questo articolo ha lo scopo di riportare alcuni studi fatti nell’ambito scientifico delle Scienze della cognizione (alle quali appartengono anche le Neuroscienze cognitive) che mettono luce su questo momento fondamentale dell’insegnamento, permettendo non solo agli insegnanti, ma agli educatori in generale, di fare delle scelte significative ed efficaci.

Gli studi hanno dimostrato che l’efficacia del feedback dipende dall’abilità di comprendere, cioè decodificare il messaggio che viene dato al discente sulle performance svolte e dalla possibilità di  utilizzare tali informazioni in futuro. Solo i feedback che sono facili da decodificare o che danno informazioni fortemente utilizzabili migliorano le performance e sono anche quelli che gli studenti reputano più utili e cercano.

Ma quali sono i feedback più efficaci?

Kulhavy and Stock (1989) hanno distinto tra le funzioni di verifica ed elaborative nel feedback. I feedback di verifica informano lo studente sul fatto che le loro risposte sono giuste o sbagliate, senza ulteriori chiarimenti o spiegazioni. I feedback elaborativi, invece, danno una guida indicando il perché la risposta è corretta o dando indicazioni sul come migliorare la performance. In uno studio del 2008 Shute affermò che i feedback di verifica da soli hanno un limitato valore per chi apprende, mentre i feeedback elaborativi sostengono lo studente nell’autocorrezione e migliorano la sua capacità di comprendere.

Studi neuroscientifici hanno riportato le risposte neurali al processamento dei feedback  Nieuwenhuis, Holroyd, Mol & Coles,2004; Butler et al., 2013) hanno dimostrato come i feedback con un alto valore di utilità per il miglioramento delle performance future aumentino l’accuratezza e a velocità di apprendimento, invece la facilità di decodifica non dà lo stesso risultato.

Si è potuto stabilire che esiste un grande effetto dell’utilità per le informazioni facili da decodificare, ma quando l’informazione è difficile da comprendere, l’utilità si correla in modo minore e pertinente all’apprendimento. Ciò può dimostrare che la comprensione dell’errore potrebbe agire come un catalizzatore per l’effetto di utilità, piuttosto che esercitare un’influenza sull’apprendimento nello stesso ambito.

Questi risultati sono in accordo cola teoria del carico attentivo (Lavie et al., 2004) che afferma che un carico eccessivo in condizioni di difficoltà di decodifica limiterebbero il processamento attentivo delle informazioni irrilevanti, riducendo di conseguenza la fissazione delle informazioni di basso importanza nell’utilità futura.

Lo studio neuroscientifico di Dainton et altri (2019) ha dimostrato che l’utilità e l’usabilità futura del feedback produce un significativo effetto sull’apprendimento e che la facilità di decodifica del feedback ha anch’essa un grande impatto in termini di accuratezza delle risposte future.

I feedback devono avere quattro caratteristiche per essere efficaci:

  • devono essere specifici e dare indicazioni d’azione per il futuro rispondendo a domande quali: “Cosa è stato giusto?” “Dove hai bisogno di migliorare?” Bisognerebbe circoscrivere le indicazioni su un solo punto di debolezza che si vuole venga migliorato, evitando di inserire molteplici correzioni sugli elaborati. “Dovrai lavorare per migliorare l’uso delle doppie” oppure “Il punto da migliorare è la correttezza del calcolo in colonna con  il riporto”.

I feedback devono nascere da una presa di coscienza personale dell’errore e non dati dall’insegnante e devono essere frutto di un lavoro metacognitivo di ricerca. Bisogna avere le idee chiare su quali perfomance sono l’obbiettivo da raggiungere e in quale posizione ci si trova rispetto a tale obbiettivo di apprendimento.

  • devono indicare quali azioni si devono compiere per migliore le performance che sia possibile ripetere in futuro.

“Per evitare questo errore la strategia o la tecnica che devi usare è questa…”

Bisogna fornire suggerimenti concreti d’azione che spieghino come agire la volta successiva per evitare l’errore. Non basta un generico non hai studiato abbastanza, ma è necessario dare indicazioni specifiche e dirette su come risolvere la difficoltà.

  • i feedback devono essere immediati e frequenti in modo da poter apprendere dagli errori e avere strumenti efficaci per le verifiche future.
  • i feedback devono essere rispettosi della persona che ha compiuto l’errore e non devono essere diretti alla sua personalità “Non ti sei impegnato…non sei capace…”, ma alla performance e a come sia possibile migliorarla.

 Refences

Kulhavy, R. W., & Stock, W. A. (1989). Feedback in written instruction: The place of response certitude. Educational Psychology, Review, 1(4), 279–308.

Nieuwenhuis, S., Holroyd, C. B., Mol, N., & Coles, M. G. (2004). Reinforcement-related brain potentials from medial frontal cortex: Origins and functional significance. Neuroscience &Biobehavioral Reviews, 28(4), 441–448.

Butler, A. C., Godbole, N., & Marsh, E. J. (2013). Explanation feedback is better than correct answer feedback for promoting transfer of learning. Journal of Educational Psychology, 105(2),290–298.

Lavie, N., Hirst, A., De Fockert, J. W., & Viding, E. (2004). Load theory of selective attention and cognitive control. Journal of Experimental Psychology: General, 133(3), 339–354.

Daiton, C., Winstone N., Klaver, P., Opitz B. (2019)Utility of Feedback Has a Greater Impact on Learning than Ease of Decoding, Mind, Brain and Education.

Immage by :Photo by Antoine Dautry on Unsplash