LIBERAMENTE IMPARO

Lucia

20 Novembre 2017

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Cervello, Cognizione & Educazione

Collegare le Scienze Cognitive all'Educazione per un apprendimento Brain friendly

Un movimento scientifico contemporaneo indica un nuovo ambito di ricerca in cui le Scienze Cognitive, che sono l’insieme di scienze che si interessano delle basi biologiche delle funzioni cerebrali che sottostanno all’apprendimento, e le Scienze dell’Educazione collaborano strettamente, con l’intento di sviluppare metodi d’insegnamento, brain friendly cioè basati sulla conoscenza del funzionamento di mente e cervello.

 

L’interesse per questo tipo di prospettiva di ricerca è l’obbiettivo del progetto di ricerca portato avanti da organizzazioni come l’Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo (Organization for Economic Cooperation and Development-OECD) che esamina l’educazione nel contesto degli studi basati sul cervello, ma è anche un interesse dell’Università di Harvard, che segue un programma di Master chiamato Mind, Brain and Education (Mente, Cervello, Educazione).

 

Nel Regno Unito questo percorso di ricerca è portato avanti dal Centro per le Neuroscienze e l’Educazione dell’Università di Cambridge e dal Forum per le Scienze Cognitive e l’educazione di Oxford, che hanno scopo di riunire i neuroscienziati, gli psicologi e gli educatori in attività seminariali o nella creazione di gruppi misti di ricerca.

Molte sono le definizioni date per nominare questo nuova ibridazione in campo scientifico: Neuroscienze e Educazione (Goswami, 2004), Neuro apprendimento (Bruer, 2003) e anche Educazione neuroscientifica (Pettito & Dunbar, 2004).

 

In Italia il percorso di ricerca, centro focale delle mie attività di studio, ha preso il nome di Cervello, Cognizione & Educazione perché la base fondante e iniziale di questo nuovo percorso di ricerca non sono solo le Neuroscienze, ma lo sono anche tutti gli apporti delle diverse Scienze che si riuniscono sotto la definizione di Scienze Cognitive.

Partendo dalle informazioni provenienti dalle Scienze Cognitive si crea un collegamento con le Scienze dell’Educazione, con lo scopo di creare teorie didattiche innovative, sperimentate in ricerca azione e testate secondo i criteri di valutazione, che la politica educativa italiana ha standardizzato e normato e che valuta attraverso il sistema di valutazione nazionale (INVALSI).

Cervello, Cognizione & Educazione  si fonda sulla conoscenza dei risultati di studi effettuati in diversi percorsi scientifici, come gli studi neuroscientifici e neurobiologici, di psicologia e neuroscienze cognitive, di psicolinguistica e linguistica computazionale, quelli sull’apprendimento, sull’educazione e l’insegnamento.

Gli scopi di questa unione scientifica sono:

  • trovare soluzioni ai problemi correlati allo sviluppo evolutivo;
  • comprendere le capacità di apprendimento durante la durata della vita, sia a livello del cervello, sia dal punto di vista del comportamento;
  • introdurre cambiamenti educativi nell’applicazione di ricerche scientifiche, che impieghino una molteplicità di metodologie moderne, incluse le tecniche di brain imaging, ma anche le metodologie comportamentali.

 

Le scoperte operate con forte valenza teorica, devono essere trasformate in possibili scelte di prassi didattica e devono essere, poi, sperimentate per testarne l’efficacia nell’ambiente scolastico, mediante la ricerca azione nelle classi. È necessario, poi, ancorare le conoscenze sul cervello ad un forte impianto filosofico, antropologico e pedagogico, in quanto gli studi sul cervello, riduzionisti, devono essere poste in relazione anche ad altre metodologie, che intervengono nel processo di apprendimento ad un livello più complesso, che considera l’essere umano come insieme unico di cervello e mente incarnato in un ambiente che lo delinea ed è una variabile in continua evoluzione. Gli educatori e gli insegnanti useranno il materiale di conoscenza fornito dalle scienze della cognizione, per creare scelte e orientamenti d’insegnamento che siano funzionali a chi apprende, inserendoli nel contesto scolastico di classe, così differente da contesti d’insegnamento individuali o anche riabilitativi.

Perché siano formulati metodi d’insegnamento efficaci, che siano basati su conoscenze neuro scientifiche e cognitive deve essere rispettato un percorso a livelli (Tommerdahl, 2010):

  • Il livello delle neuroscienze cognitive che si interessa delle configurazioni di attività neurale, che direttamente sono collegabili alla cognizione, attraverso anche l’uso delle nuove tecnologie di brain imaging, che hanno reso possibile lo studio delle basi neurobiologiche sottostanti alle funzioni del cervello umano, per rilevare quali condizioni e fattori influenzano l’apprendimento delle funzioni cognitive superiori.
  • Il livello dei meccanismi psicologici. I ricercatori di neuroscienze cognitive e quelli che studiano i meccanismi psicologici lavorano insieme per collegare le azioni fisiche dei gruppi neuronali, ai meccanismi psicologici che sottostanno o agiscono come sotto componenti della cognizione.
  • Il livello delle teorie educative in cui i teorici dovrebbero sviluppare possibili teorie d’insegnamento e d’apprendimento, sulle conoscenze acquisite grazie nei livelli precedenti. A questo livello, bisogna, inoltre, svolgere un esame delle performance degli studenti che hanno difficoltà con tali compiti, portando ad applicazioni specifiche di questa conoscenza a studenti con bisogni educativi speciali. Un altro compito è quello di esaminare le pratiche attuali d’insegnamento per stabilire quali metodi della pratica didattica attuale iano conflittuali con essi. Si deve, quindi, testare in modo rigoroso le ipotesi sviluppate, in modo da comparare l’efficacia del nuovo metodo proposto rispetto a quello correntemente usato.

 

Una volta che il metodo venga reputato di successo, allora potrà essere ritenuto appropriato al livello successivo, cioè il livello della classe dove le nuove metodologie d’inse­gna­mento sono testate nel contesto classe, in attività di ricerca in azione.

I professionisti dei vari livelli devono collaborare e interpolare le loro conoscenze, devono creare collegamenti e conoscere gli spazi di ricerca, le metodologie usate, i risultati ottenuti ad ogni livello, tenendo conto dei limiti di ognuno di questi approcci e gli spazi di collaborazione possibile, senza creare dipendenze tra le discipline.

Il contributo delle Neuroscienze e delle Scienze della Cognizione all’Educazione è quello di documentare biologicamente e a livello cerebrale, l’impatto di particolari interventi educativi e comprendere come alcune differenze, tra sviluppo tipico e atipico, possano spiegare differenze individuali, in un ‘range di normalità’.

Il contributo dell’Educazione alle Scienze Neuro Cognitive, può essere quello di comprendere come specifiche esperienze possono dare vita a circuiti cerebrali durante lo sviluppo o come azioni educative possono descrivere quali siano le esperienze educative più importanti, per la creazione di tali circuiti neuronali o ancora, come le differenze individuali possono influenzare le abilità di formare circuiti cerebrali, per imparare differenti aree di contenuti.

I campi educativi correlabili a ricerche neurocognitive sono molti, tra questi ad esempio, le abilità accademiche di lettura scrittura e calcolo.

 

Uno dei risvolti pratici della ricerca correlata al percorso scientifico Cervello, Cognizione & Educazione è stato il progetto di ricerca denominato Liberamente imparo che ha basato le sue prospettive teoriche, proprio sui presupposti di questo nuovo ambito di ricerca scientifica.

Rispetto ai percorsi di ricerca internazionali la metodologia di Liberamente imparo ha una prospettiva differente nel suo approccio e semplificando si potrebbe dire che è maggiormente sbilanciato verso la creazione di metodi d’insegnamento scientificamente fondati, la cui validità pratica, viene sperimentata in situazione reale di insegnamento-apprendimento, nei contesti di classe.

Questa nuova prospettiva ha già dato vita a prodotti funzionali a migliorare le scelte nel contesto della politica educativa quali il Metodo di letto scrittura e calcolo Liberamente imparo per l’insegnamento dei prerequisiti alla letto-scrittura e al calcolo nella Scuola dell’Infanzia e delle abilità di base nella Scuola Primaria.

Altri percorsi di ricerca già in itinere riguardano:

  • la creazione di un metodo d’insegnamento della lingua straniera nel contesto scolastico;
  • lo studio dei cambiamenti subiti dalle abilità di letto scrittura e dall’attenzione nel contesto ecologico dell’Era digitale;
  • lo studio del valore dell’input linguistico in età tra i tre e i sei anni;
  • lo studio dell’importanza dell’attività motoria per l’acquisizione delle abilità di apprendimento;
  • o studio dei Disturbi Specifici di Apprendimento, per la creazione di una didattica inclusiva possibile.

Naturalmente i campi di applicazione pratica di questo percorso di ricerca sono molto più ampi e possono essere la base non solo di scelte metodologiche e didattiche utilizzabili in un contesto classe, ma possono avere anche risvolti in ambito riabilitativo ed educativo in generale.

L’insegnante moderno, ma in senso più ampio l’educatore, perché la sua azione sia efficace e funzionale all’apprendimento deve possedere anche competenze e conoscenze in ambito cognitivo.

Il rigore scientifico è d’obbligo, bisogna che gli educatori abbiano competenze forti sul funzionamento cerebrale e sul comportamento della struttura cerebrale e delle funzioni cognitive da essa sostenuta, dei vincoli e delle modalità specifiche di funzionamento. Una conoscenza sempre in fieri, in continuo aggiornamento e adeguata al continuo rinnovarsi e “riaggiustarsi” delle scoperte scientifiche, al passo con il modificarsi delle informazioni, in una prospettiva in divenire.

 

Tutti i percorsi di studio che formano i docenti dovrebbero prevedere un approfondimento di questa metodologia di ricerca e creare le basi di conoscenza e le competenze per il futuro auto aggiornamento e inoltre, dovrebbero creare nei futuri docenti una mentalità di ricerca che li porti a sperimentare e a creare percorsi di Ricerca azione per garantire uno studio di implementabilità delle risorse teoriche create in ambito accademico costruendo così una più costruttiva collaborazione tra studi accademico-teorici e la reale attività d’insegnamento.

Il mondo accademico e della ricerca in senso più ampio, infine, dovrebbe incrementare la ricerca secondo la prospettiva del percorso Cervello, Cognizione & Educazione per concretizzare percorsi teorici forti che siano la base della ricerca in azione effettuata a livello delle classi.

Il piano normativo e istituzionale poi, dovrebbe sostenere e garantire l’attuazione del percorso di ricerca in ogni suo momento e dovrebbe prevedere una forte azione di cambiamento soprattutto in ambito accademico che favorisca il superamento del tradizionale divario tra Scienze Cognitive e Scienze dell’Educazione per la realizzazione di una didattica moderna e al passo con le richieste che le nuove sfide educative impongono.

 

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